Casoli, incontro su centro operativo territoriale e casa di comunità

L’assistenza territoriale nel Sangro-Aventino, che sappia contemperare la parte  sociale e quella sanitaria, ha un centro nevralgico con una sola regia: Casoli. Questo il ruolo formalizzato al Sindaco Massimo Tiberini nel corso di un incontro con la Direzione Asl, che ha indicato tempi e modalità della nuova organizzazione. E’ stato anche fatto il punto sui lavori in corso al terzo piano del Presidio Territoriale di Assistenza, dov’è stata ultimata la Centrale Operativa Territoriale e dove sarà ubicata la Casa di Comunità hub. 

 Un intervento di riqualificazione importante riguarda la Radiologia, sia sotto il profilo tecnologico che strutturale: sono stati già acquistati un nuovo telecomandato digitale per la diagnostica tradizionale e un ecografo dotato di sonde che consentono lo studio di tutti i distretti anatomici per i quali è indicato questo tipo di esame. Per la parte edilizia, invece, è imminente la pubblicazione della gara per i lavori di adeguamento necessari, soprattutto dal punto di vista impiantistico. Resta confermata, infine, la presenza di un radiologo in sede, anche in futuro, come di tecnici nelle 12 ore. 

Nel corso dell’incontro sono state chiarite funzione e importanza della Centrale Operativa Territoriale per il Sangro-Aventino, che sarà la prima a partire, insieme a San Salvo: “La Cot è il cuore organizzativo di tutta l’assistenza in questo territorio - ha precisato il Direttore Generale Thomas Schael - ,che svolge una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere, rete dell’emergenza-urgenza. E’ il luogo che più di ogni altro interpreta il bisogno del singolo e gli cuce addosso l’abito su misura, attivando strutture e soggetti della rete assistenziale che possano dare la giusta risposta, come è già accaduto per i primi 3 pazienti presi in carico dal Team guidato da Fioravante Di Giovanni, già insediato e operativo. Sarà un’innovazione destinata a imprimere una svolta vera alla salute, soprattutto nelle Aree Interne, i cui disagi sono ben chiari a questa Direzione che non smette di cercare soluzioni per far fronte ai problemi e in particolare alla carenza di medici sofferta in particolare da questi territori”. 

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